Sole e luna

Mia cara Berenice,

dopo alcuni giorni di tempo eccezionalmente fresco e mite, oggi il sole va e viene; data la sua violenza a ridosso del solstizio, questa alternanza ha un sapore bizzarro e inquietante, come un’eclissi. Sarà che, soprattutto in questo momento storico, richiama alla mente le farneticazioni di Dugin sulla Russia solare e lunare.

Indifferente al tuono dei cannoni sul Donbass, intanto, qui l’astro continua a giocare a nascondino.

Quando fa capolino tra le nubi, illumina la Roma estiva torrida e desertica, la Roma canicolare dell’immaginario collettivo, con le strade vuote e ministeriali, bambini e nonni affastellati a Ostia.

Quando si spegne, ecco riemergere una Roma più fresca e schietta in cui i ministeriali, quasi tutti richiamati dal lavoro agile, si dirigono in ufficio e continueranno a farlo fino ad agosto, interrogandosi nel frattempo su a chi appioppare i figli liberati dalla scuola. Non sempre, del resto, ce n’è bisogno. Alcuni sono intenti a ripristinare i tradizionali festeggiamenti per l’ultima campanella, interrotti in due anni di pandemia, tra scherzi e fontanoni; altri si macerano nel melodramma dell’esame di Stato.

E i turisti poi, ve li siete forse dimenticati? Come mai pensate che Roma si svuoti, proprio quando accorrono più numerosi? Eccoli diretti dalla bacchetta delle loro guide, come orchestrali, in Piazza Venezia, in Piazza di Spagna, lungo i Fori Imperiali. Eccoli sballottati sui sempre più rari carretti a cavalli. Eccoli studiare e ristudiare le mappe della metro o della tramviaria.

Ecco che riesce il sole e i visitatori scompaiono, si volatilizzano; restano solo, oscillanti nell’aria, le statistiche dell’Agenzia Nazionale del Turismo. Resta però in ombra la Galleria Alberto Sordi, che si prepara alla ristrutturazione. Il Lungotevere, dove sono ormai pronti i gazebo di bancarelle e ristoranti. Gli anfratti dell’Isola Tiberina, dove si sta approntando l’annuale festival cinematografico estivo. Nel piccolo parco davanti a casa mia, altre bancarelle sfidano il solleone, a una delle bambine dipingono con gli acquerelli. Nella scuola elementare di fronte dovrebbe essere in allestimento il seggio per il referendum, ma non se ne vede traccia.

Un saluto in chiaroscuro.

Stan

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