Si sa che gendarmi e carabinieri

Mia cara Berenice,

oggi, aspettando che M. mi raggiungesse a Termini, ho visitato la vicina Basilica di Santa Maria Maggiore.

Sul sagrato erano montati tre gazebi, uno dell’Esercito e due della Polizia di Stato. Accostatomi a uno di questi ultimi, sono stato accolto da un agente dietro al banco di un metal detector.

“Prego…”

“Devo far passare…”

“Prego, prego!”

Uscendo, torno allo stesso gazebo.

“L’uscita sarebbe dall’altra parte, ma prego…”

“No, no, non si preoccupi, vado di là”.

A pranzo, con M., il discorso è caduto su quella ragazza italo-marocchina arrestata nel Paese africano per blasfemia.

“Era stato spiccato un mandato di cattura a suo carico da quattro anni: in aeroporto l’hanno intercettata subito”.

“Certo. Per esempio, in Marocco, non pagare gli alimenti all’ex coniuge è un reato e, se metti piede in aeroporto, ti arrestano immediatamente. Quando mio fratello è tornato in Marocco, mio padre gli ha raccomandato di portarsi dietro le ricevute dei pagamenti, tradotte e legalizzate. In aeroporto, i poliziotti l’hanno portato in una stanza, hanno visionato le ricevute e l’hanno lasciato andare… be’, dopo aver ricevuto cinquanta euro ‘per un caffè’…”

“Funzionava così anche in Venezuela; lì, cinquanta euro sono un piccolo tesoro”.

Il caffè l’ho sorbito anch’io, come i poliziotti marocchini, poi ho accompagnato M. ai tornelli della Metro.

Compiuta la missione, mi sono posto il problema di come uscire. Sulle scale da cui eravamo scesi campeggiava la scritta “Vietato l’accesso”, minacciosamente pattugliata da due militari. L’unica alternativa, un ascensore per la piazza sovrastante, era fuori servizio.

Dopo una infruttuosa ricognizione, mi sono deciso a rivolgermi al soldato più vicino.

“Mi scusi, dovrei uscire”.

“Prego!” Si è stupito, accennando col fucile mitragliatore alle scale interdette.

Mentre ti scrivo, è esploso lo scandalo dei pestaggi e delle torture inflitti ai detenuti del carcere Santa Maria Capua Vetere durante il primo confinamento.

In Gran Bretagna, la Procura per l’Irlanda del Nord ha deciso il non luogo a procedere nei confronti dei parà accusati di aver sparato ad altezza d’uomo durante la Domenica di Sangue di Londonderry del 1972.

Un saluto canticchiando De Andrè.

Stan

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