I monopattini

Mia cara Berenice,

oggi, mentre risalivo via del Corso in direzione dell’ufficio, il conducente di un furgoncino ha affiancato una ragazza in monopattino, ha suonato ripetutamente il clacson e le ha gridato più volte… “il cavalletto!”

La pulzella, infatti, procedeva a gran velocità con il cavalletto abbassato.

Chiunque frequenti Roma e il centro storico in particolare sa quanto i monopattini siano una piaga: pericolosi sulla carreggiata, d’ingombro sul marciapiede. Questi ultimi normalmente non sono privati, ma di proprietà di società che li danno a nolo mediante app.

In giugno, la Giunta Capitolina ha adottato nuove regole che vincoleranno tali società, assoggettate ad autorizzazione comunale.

Innanzitutto, non potranno essere più di tre.

Ogni monopattino dovrà avere una targhetta metallica con codice alfanumerico e codice QR, e non potrà più essere riconsegnato virtualmente in un’area in cui ne sono interdetti l’utilizzo o la sosta.

Il numero di mezzi per zona, inoltre, verrà contingentato.

Infine, richiamando la normativa nazionale, la delibera dà atto che i monopattini elettrici, ai fini delle norme di circolazione stradale, sono equiparati alle biciclette.

Basterà? Probabilmente no, ma almeno è stato ufficialmente riconosciuto il problema. Nel comunicato stampa dedicato alla delibera, il Sindaco lamenta di aver trovato “una situazione senza regole e senza programmazione”; anche l’Assessore alla Mobilità parla di un intervento molto atteso dai cittadini.

Uno speranzoso saluto.

Stan

Rughe

Mia cara Berenice,

perdona il mio silenzio, ma questi esami da consigliere parlamentare mi stanno massacrando.

Questo settembre è una brodaglia, caldo quanto agosto.

In Italia era la settimana cruciale della riapertura delle scuole e, come sempre, si procede a macchia di leopardo.

Alcuni Governatorati hanno rimandato tutto al 24, non quello di Roma, ma anche qui qualche istituto non ha ancora riaperto i battenti.

Oggi, a Villa Pamphili, un giovine si vantava del fatto che, a furia di turnazioni ed elezioni, non avrebbe rimesso piedi in aula prima di dieci giorni.

In questa città che sembrava un sanatorio della Florida, ora si vedono in giro solo adolescenti, gli adulti saranno barricati in casa – in città, in campagna o al mare – a lavorare da remoto o a proteggersi dal virus.

Quanto a me, sono orgogliosamente vecchio e odio i monopattini elettrici.

Un compito saluto.

Stan