Lettere

Lettere a Vienna

Il cagnolo e i levrieri

Mia cara Berenice, oggi, dopo aver pranzato con i colleghi al Ministero, ho deciso di approfittare della bellissima giornata per salire, more solito, sul Gianicolo, attraversare Villa Pamphili e tornare a casa a piedi. Arrivando da quella parte, subito dopo il Casino Algardi si stende un grande prato, spesso utilizzato per le partire di calcio…

Il rudere

Mia cara Berenice, ieri, fuori Orte, abbiamo visto un rudere. Un edificio completamente crollato, tanto che ne era rimasta solo la facciata e scoperti, come costole, i tre antichi piani. Immoto fra l’erba alta, carezzato dalla luce del tramonto, sembrava avere qualche tragica storia di paese da raccontare. Ci siamo avvicinati con precauzione ed era…

Succede solo da McDonald’s

Mia cara Berenice, altro fine settimana, altra scampagnata fuori Roma. Più McDonald’s che a Roma. Inizialmente mi sono chiesto: perché? Poi mi sono ricordato che McDonald’s non è di questo mondo, è qualcosa di mistico e misterioso. Mi rendo conto che il loro modello commerciale, la loro storia e la loro fortuna si basano proprio…

99 Luftballons

Mia cara Berenice, in una scena degna della Marvel, gli americani si sono raccolti davanti alla TV per vedere un caccia F-22 abbattere un pallone aerostatico cinese al largo della Costa Orientale. Per Pechino, raccoglieva dati meteorologici ed era stato accidentalmente spinto dal vento in direzione degli Stati Uniti; per Washington, era un pallone spia.…

Le porte girevoli della danza

Mia cara Berenice, oggi, sull’autobus, il cellulare di un passeggero ha cominciato a trillare di una suoneria particolarmente melodica. Una giovanissima studentessa si è messa a danzare dolcemente e discretamente, tenendo il tempo con la testa e le spalle sotto lo spesso cappotto invernale. La funzione liberatoria della danza che si perde nella notte dei…

Piaceri e metamorfosi del gentiluomo contemporaneo

Mia cara Berenice, capita sovente al gentiluomo contemporaneo, negli interludi del fine settimana o di lavoro agile, di regredire a uno stato quasi ferino, come chi è affetto da licantropia sotto l’effetto della luna piena. L’abbigliamento dominante diventa la tuta, quasi a sottolineare il contrasto stridente con la calcificazione sul divano. La capigliatura si fa…

L’impero talebano

Mia cara Berenice, ai tempi dell’Impero Britannico, gli inglesi la chiamavano Frontiera di Nord-Ovest, una sorta di terra di nessuno tra l’Afghanistan e l’attuale Pakistan. Le montagne e la struttura tribale della regione rendevano la guerriglia indomabile. L’unico modo di contenerla sarebbe stato controllare anche il lato afghano, ma i ripetuti tentativi in tal senso…

“Ora è autonomo!”

Mia cara Berenice, in una scena del bellissimo film “Le conseguenze dell’amore” (Italia, 2004) di Paolo Sorrentino, un esponente della criminalità organizzata viene freddato in auto. “Da tempo cercava una sua autonomia,” commenta ironico uno dei luogotenenti. “Ora è autonomo!” Analogo bacio della morte sembra essere l’autonomia cosiddetta “differenziata” che il Governo si appresterebbe a…

Sold out

Mia cara Berenice, quando il nostro cinema parrocchiale, su in Veneto, stentava a ripartire, per incoraggiare i colleghi del Consiglio Direttivo inviavo loro le foto dei teatri e dei cinema pieni a Roma. Quello che ora è in città, dicevo loro, arriverà anche in provincia. La bolla romana, la chiamavo. Svaporata la pandemia, ho perso…

Gli anni ’90

Mia cara Berenice, permettimi di tornare a “Clerks – Commessi” (USA, 1994), film a bassissimo budget diventato di culto che sono riuscito a vedere qualche sera fa, nonostante il tutto esaurito, grazie alla gentilezza di due ragazze. Il film è girato in bianco e nero, semplicemente perché la pellicola a colori costava troppo. Narra l’epica…

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