Grande Oriente

Mia cara Berenice,

la surreale vicenda dell’arresto del Capo dei Capi della Mafia siciliana, dopo decenni di latitanza, nel cuore di Palermo, non sarebbe stata completa senza la postilla che il suo medico personale era iscritto a una Loggia massonica e l’emissione, da parte del Grande Oriente d’Italia (GOI), di un decreto di sospensione che non ha nulla da invidiare, nella forma, alla burocrazia ministeriale – ho scoperto, in effetti, che esistono collezioni, raccolte e digesti di diritto massonico, soprattutto di autori anglosassoni.

Il GOI è generalmente considerato la Massoneria “ufficiale” italiana, ma le virgolette sono d’obbligo, perché non esiste una Massoneria ufficiale. Chiunque può costituire un’associazione, un’organizzazione, un gruppo informale e definirlo una Loggia. Questa indeterminatezza, accresciuta dal famoso obbligo di segretezza dei fratelli massoni, contribuisce non poco, insieme ai simboli esoterici utilizzati, ad alimentare l’atavico pregiudizio contro la Massoneria, accresciuto in Italia dall’anatema dalla Santa Sede e dai torbidi della storia patria.

Forse per questo, la Costituzione italiana contiene, all’ultimo comma dell’articolo 18, una disposizione relativamente insolita con cui si vietano le “associazioni segrete”.

Tale delicata norma è stata attuata solo nel 1982, dopo lo scandalo che coinvolse una Loggia deviata. L’articolo 1 della Legge Anselmi recita: “Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”. Come si vede, il Parlamento è stato piuttosto cauto, ma ha comunque licenziato una norma suscettibile di un’applicazione molto ampia e discrezionale. Si potrebbe addirittura argomentare, con una punta di malizia, che qualunque Loggia massonica “svolge attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di amministrazioni pubbliche”: basta che un fratello medico cerchi, anche senza riuscirci, di farne assumere un altro in una Azienda Sanitaria. Il riferimento ai “servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”, per giunta, potrebbe rendere penalmente rilevante anche la spintarella verso le corsie di una clinica privata.

La prassi, tuttavia, è ben diversa. Come dicevo, esiste il GOI ed esistono le Logge, alla luce del sole. Più in generale, non so se sia mai stato emanato un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri si scioglimento di un’associazione segreta, come previsto dall’articolo 3 della Legge; di certo non avviene comunemente.

Del resto, siamo nell’epoca della riservatezza, quella in cui il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati emanato dall’Unione Europea riserva una tutela particolare proprio alle “convinzioni filosofiche”, di cui è almeno nominalmente espressione l’adesione alla Massoneria. Allora perché qualcuno dovrebbe dichiarare l’iscrizione a una Loggia massonica? In quale sede? A quale scopo?

Eppure, c’è anche un’altra tendenza nell’ordinamento giuridico, ed è quella alla trasparenza. Da sempre magistrati, funzionari, ma anche amministratori di società private sono tenuti a evidenziare eventuali situazioni di conflitto di interessi e astenersi dal porre in essere, in tal caso, determinati atti. Queste disposizioni, però, hanno un grave problema di effettività, sotto due profili.

In primo luogo, non è facile tracciare la linea tra il conflitto di interessi e la vasta rete di relazioni che, generalmente, si dirama da chi occupa una posizione apicale – ma anche intermedia o subordinata, talvolta. In secondo luogo, ogni norma ha bisogno di meccanismi di controllo. Ipotizziamo che un dato magistrato sia massone e quindi sia inopportuno fargli condurre un’inchiesta sulla Massoneria. Come si potrà saperlo, se l’iscrizione a una Loggia è segreta?

Un fraterno saluto.

Stan

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