Pecunia non olet

Mia cara Berenice,

i mercati finanziari hanno punito in modo draconiano, decapitato nel cortile della Torre di Londra la manovra finanziaria tentata dal nuovo Primo Ministro di Re Carlo III.

Il Governo di Sua Maestà Britannica voleva dare a Downing Street un party a tema anni ’80, concedendo massicci sgravi fiscali alle fasce più elevate della popolazione; tanto massicci da essere giudicati dagli analisti insostenibili per il Tesoro. Il risultato è stato il crollo della sterlina, l’intervento riluttante della Banca d’Inghilterra e quello irrituale del Fondo Monetario Internazionale.

Ecco che il mercato non è sempre di destra o sempre liberista. Questo si innesta, devo dire, sulle considerazioni che mi stava già ispirando il fiume di notizie di stampa finanziarie sottopostomi per la revisione post traduzione automatica da un’agenzia di un Hong Kong.

Abbattuta con il machete la fitta barriera terminologica, quei testi hanno cominciato a colpirmi per limpidezza, oggettività, pacatezza, competenza. Quando ci sono di mezzo i soldi, evidentemente, si ha meno agio di dire, scrivere o fare sciocchezze.

Certo, non bisogna farsi suggestionare. Non bisogna dimenticare la Grande Depressione, Keynes, il New Deal, lo stato sociale, i diritti economici e sociali, le crisi cicliche del capitalismo, i fallimenti del mercato, il crac della Lehman Brothers, la tragica austerità in Italia e in Grecia.

Eppure, cosa riuscirono a fare le città-stato medievali e rinascimentali con i loro banchieri, le Repubbliche marinare con le loro flotte e i loro consoli, gli Ordini cavallereschi con le loro lettere di credito… e, in quei tempi mitici, non furono forse gli scambi commerciali, che tanto facevano inorridire la Santa Sede, a evitare la degenerazione dello scontro tra Cristianesimo e Islam in conflitto di civiltà? Tornando ai giorni nostri, è un caso se in Argentina, crogiolo del populismo e terra natia del nostro beneamato Pontefice, i giovani stanno abbracciando l’ideologia libertaria?

Un saluto in spagnolo, o forse in tedesco.

Stan

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