Legal thriller

Mia cara Berenice,

ieri, ignorando bellamente che fosse l’ultimo giorno della prima edizione di “Cinema in festa”, un’iniziativa promozionale per rilanciare le sale con biglietti scontati, mi sono recato a Trastevere per vedere “Il signore delle formiche” (Italia, 2022), che avevo in arretrato da quest’estate, quando una collega mi costrinse a vedere invece il peraltro ottimo “Elvis” (USA-Australia, 2022).

Il vicolo del mio solito cinema era gremito di ragazzine in coda per vedere “Ti mangio il cuore” (Italia, 2022), con la celebre cantautrice Elodie.

Al botteghino ho chiesto per errore un biglietto per “Il signore delle mosche” e temo la bigliettaia non abbia nemmeno apprezzato la citazione letteraria.

Il film racconta la storia vera di Aldo Braibanti, ex partigiano in rapporti altalenanti e conflittuali con il Partito Comunista, intellettuale di professione, condannato al carcere per plagio fondamentalmente perché omosessuale.

Plagio, chi era costui?

L’articolo 603 del Codice Penale recitava: “Chiunque sottopone una persona al proprio potere, in modo da ridurla in totale stato di soggezione, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni”. Nel 1981 la Corte Costituzionale ha tirato un tratto di penna su questa disposizione, a ragione ritenuta troppo vaga per una norma penale, oltretutto recante una pena così draconiana. Resta la circonvenzione di incapace (articolo 643), che punisce “chiunque, per procurare a sé o ad altri un profitto, abusando dei bisogni, delle passioni o della inesperienza di una persona minore, ovvero abusando dello stato d’infermità o deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata, la induce a compiere un atto che importi qualsiasi effetto giuridico per lei o per altri dannoso”. Molto articolata è divenuta infine, a seguito di varie novelle, la nozione di riduzione in schiavitù, reato previsto dall’articolo 600 del Codice Penale, tornato di attualità con i fenomeni delle tratta di persone e del caporalato.

Tornando al film, era grazioso, piuttosto didascalico. Non particolarmente curata la parte processuale.

Il mio scarso coinvolgimento, forse, è stato dovuto a una pluralità di fattori, come i miei studi giuridici e il ricordo di pellicole a cui sono molto affezionato, come “Chicago” (USA-Germania, 2002), “Mio cugino Vincenzo” (USA, 1992), “Divorzio all’italiana” (Italia, 1961) e, in misura minore, “Bugiardo bugiardo” (USA, 1997).

In sintesi, nella mia mente giravo un film parallelo in cui l’imputato Braibanti o un suo difensore particolarmente brillante, facendo leva sulla vaghezza del reato di plagio, invertivano i ruoli e mettevano alla sbarra carabinieri, Pubblico Ministero e Presidente della Corte d’Assise.

“Voi avete fatto le vostre indagini, signori, ma anch’io ho fatto le mie e mi risulta che l’imputato non è l’unico ad aver ridotto qualcun altro in stato di totale soggezione, almeno non con i mezzi fumosi, tra l’autoritario l’ipnotico e il seduttivo, che gli vengono qui attribuiti. Mi risulta che l’appuntato, qui, viene costretto dalla fidanzata a visitare da cima a fondo il vasto mercato di Porta Portese ogni santa domenica, anche in concomitanza con partite di campionato. Il Signor Pubblico Ministero, invece, le domeniche le passa dai suoceri, a discutere di strategia navale con un ammiraglio a riposo e di opere caritatevoli con una dama di San Vincenzo… altrimenti la moglie chi la sente, giusto Eccellenza? A imporre il suo volere al Signor Presidente – o poesia! – è invece un rugiadoso fiore in boccio, una giovinetta che lo costringe a fare anticamera, in un certo appartamentino del Testaccio – vero? – a notte fonda, come pellegrino…”

“Basta così! Ordine! Ordine!”

Una linea sottile separa il sublime e l’orrido.

Un estroso saluto.

Stan

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...