L’ultimo autobus

Mia cara Berenice,

ieri sera sono arrivato a Termini intorno all’una di notte e, come il più illustre ragioniere italiano, ho preso al volo l’autobus notturno. Un signore fermo sulla banchina ha lodato la mia prodezza sollevando il pollice e annuendo.

Forse per questo, spinto da vanagloria, continuavo a ripetermi in tono solenne: “Hai preso l’ultimo autobus”, mentre una seconda voce interiore rimbeccava pedante: “Non è l’ultimo autobus: è l’autobus notturno”.

Questo battibecco mi ha ispirato il dialogo tra due fidanzati che ti allego.

Un ansante saluto.

Stan

L’ULTIMO AUTOBUS

“Mamma mia… correre con questo caldo… potevamo prendere un taxi”.

“Sai quanto costa la maggiorazione notturna?”

“Azz… il solito zio Scrooge, eh? Ti è andata di lusso che abbiamo preso l’ultimo autobus, puoi accendere un cero”.

“Non è l’ultimo autobus, è l’autobus notturno”.

“Già… bella roba… pieno di gentaglia e drogati”.

“Se ti sentono, questo non li renderà più amichevoli”.

“C’è perfino il rasta che suona i bonghi”.

“E ti lamenti? Sorrentino non avrebbe saputo fare di meglio. Guarda, c’è perfino una suora”.

“Ti riferisci a me?”

“Come?”

“Sarei io la suora?”

“Ma no, la suora è lì, guarda: dietro l’obliteratrice”.

“Perché probabilmente ti sembro una suora, rispetto a come era vestita quella…”

“Oh Signore. No. No. No. Risparmiami”.

“Vai a fare un’offerta alla suora, usuraio; ma saranno soldi buttati, perché nemmeno Santa Rita da Cascia potrebbe salvarti”.

“Ma perché debbo rispondere io dell’abbigliamento di una cameriera? Magari è il titolare che le costringe a vestirsi così, poverette…”

“Già, poverette… per questo le hai dato cinque euro di mancia? Tu, che ci hai fatto quasi menare perché non volevi lasciare la mancia negli USA?”

“È stata molto gentile”.

“Faceva la cretina, è diverso! E godeva tutta vedendomi lì…”

“Poi il locale era affollatissimo e ha portato tutto rapidamente”.

“Ma smettila, che ti sarebbe sembrata efficiente pure se ti avesse sputato nel piatto!”

“A proposito, dobbiamo proprio andarci, al vernissage della tua amica che fa spit painting?”

“Sì!”

“Va bene. Dopo che mi sarò sorbito quella roba, però, mi riservo di farmi servire da una cameriera completamente nuda”.

“Ma vai, vai! Tanto lo so che muori dalla voglia di andare a quel sushi restaurant a Prati!”

“Il sushi piace a te, non a me”.

“Ma sulle ragazze nude lo mangeresti!”

“No. Voglio delle bistecche calde, sfrigolanti. Certo, servirà una ragazza fisicamente resistente, una che faccia palestra, con addominali d’acciaio…”

“Non ci posso credere che l’hai detto!”

“Scusa, scusa, scusa. Giuro che mi era passato di mente quello che ti aveva detto il tuo personal trainer… per quanto, ripensandoci…”

“Ridi?! Guarda che questo rischia di essere davvero il nostro ultimo autobus!”

“Non è l’ultimo autobus: è l’autobus notturno”.

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