Io, nessuno e centomila

Mia cara Berenice,

d’estate, le persone si dividono in due categorie: chi ama il caldo e chi ama l’aria condizionata… ahimè, magari le cose fossero così semplici e manichee.

Ci sono i voltagabbana che proclamano il loro amore per il Dio Sole, ma da sancta sanctorum polari.

Ci sono io che adoro davvero solo i miei ventagli (ne ho fatti arrivare quattro dalla Cina) e quest’anno tollero forse meglio il caldo dell’aria condizionata.

Nelle ore centrali delle giornata, naturalmente, è giocoforza azionarla, ma dopo poche ore, preso da subitaneo e obliquo malessere, la spengo. Spesso, quasi a festeggiare l’evento, esco a fare due passi nel giardino pavimentato bollente, godendomi il sole sulla pelle e i rumori della città. La sera, poi, il mio massimo godimento è aprite tutte le finestre, immergendomi non tanto in un’aria fresca ben flebile, ma nel baccano del quartiere, tra passanti che bevono e spettegolano per strada o nel parco, a fare da contorto al boato roboante dell’arena estiva qui a pochi passi.

Sono generalmente classificato come solitario e introverso, affermazione forse corretta, ma da circostanziare. Più che al singolo, semplicemente, sono interessato al collettivo. Di Roma amo proprio il traffico indomabile, il caos delle strade con i turisti accalcati nei marciapiedi troppo stretti, le continue proteste e cortei dai quattro angoli dell’Impero, a sostegno delle ideologie e religioni più disparate.

Pochi giorni fa mi sono pervenuti i giudizi critici all’incipit di “Fraga”, che non è arrivato alle fasi finali del torneo “IoScrittore”. Al netto di qualche prevedibile punta di acidità, inevitabile negli ambienti letterari, tutti hanno apprezzato lo stile, quasi nessuno l’idea del romanzo senza trama e senza personaggi protagonisti. Io stesso, forse, non l’ho presentato in modo del tutto preciso. La trama c’era, solo il protagonista non era Tizio o Caio, ma una Nazione intera.

Comunque al responso della Giuria mi inchino, tanto che ho deciso di non sottoporre affatto il manoscritto, come prevedevo di fare, a qualche Agenzia letteraria milanese.

Piuttosto, sto lavorando a “Retrogaming”, una versione leggermente romanzata dalla nostra storia. Spero non te ne adombrerai, naturalmente il manoscritto richiederà il tuo imprimatur, qualunque cosa accada. Del resto, non deve essere una tua preoccupazione immediata: il tempo per scrivere è davvero poco, la Belle Époque delle pensioni per direttissima agli statali finita da tempo.

Uno speranzoso saluto.

Stan

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