Far partire un treno

Mia cara Berenice,

N. mi ha accompagnato, con il giusto anticipo, alla stazione di Reggio Calabria, prima di proseguire per Catanzaro, dove riprenderà servizio in Prefettura domani.

Il treno attendeva disciplinatamente al Binario 6. Le luci nelle carrozze erano ancora spente e le porte sbarrate, ma i posti assegnati consentivano ai passeggeri di disporsi lungo la banchina. Io ho raggiunto la coda.

Poco dopo, è arrivato un operaio in uniforme catarifrangente, trascinandosi dietro un lungo tubo di gomma che ha applicato al ventre del vagone, prima di premere un pulsante salutato da una serie di spie luminose. Ignoro in cosa consistesse l’operazione, ma alcuni simboli suggerivano che stesse svuotando la vescica del treno.

All’operaio si è unito un secondo giovane in abiti civili. I due hanno discusso brevemente, dopodiché l’operaio ha rimesso in moto il serpentello di spie e staccato il tubo, lasciando il campo a uno steward in uniforme, dispostosi tra l’ultima e la penultima carrozza, rispettivamente prima e seconda nella nomenclatura ufficiale.

Un suono metallico ha annunciato l’apertura delle porte. La classe Club è piena, compresi i due salottini. Lo stewart ha servito caffè espresso, acqua minerale, cracker, cubetti di parmigiano, gel igienizzante e una salvietta rinfrescante, prima di dirigersi in prima classe.

Cala il sole sul mare.

Stan

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