Storie cinematografiche

Mia cara Berenice,

leggere il giornale sta diventando, per mille motivi, sempre più complicato.

Spiegarne uno cartaceo era diventato una sciccheria retrò, ma ora, con l’ecologismo, si ha scrupolo di sprecare carta.

Sulla Rete, ormai, anche le più modeste testate locali sono a pagamento: sacrosanto, ma non ci si può abbonare a tutte.

Poi la pandemia, dici niente? Leggere le notizie è diventata una roulette russa, il cui parossismo tragicomico si è raggiunto con la variante deltacron, mostruosa combinazione di mostri meccanici uscita da un vecchio anime.

Infine, la guerra, che tale rimane, per quanto la Russia si sforzi di regalarci aneddoti più leggeri, dalla nonna ucraina che avvelena un intero plotone con una torta, al soldato che si arrende con carro armato e tutto in cambio di diecimila dollari e della cittadinanza ucraina.

Per fortuna il Corriere di oggi, oltre ad avere la prima pagina dedicata ai negoziati di Istanbul, riporta varie storie particolarmente idonee a distrarmi, dato che sembrano scritte dalla penna di un – più o meno virtuoso, più o meno mediocre – sceneggiatore hollywoodiano.

Una ragazza che aveva smesso il grembiule di commessa per lavorare nel porno online – un’OnlyFans creator, direbbero con la loro tipica concisione gli anglosassoni – assassinata dal vicino di casa, all’epilogo di chissà qualche torbida storia.

La Preside di un Liceo accusata di avere una relazione con uno studente.

Will Smith che spiega di aver preso a ceffoni Chris Rock perché perseguitato dai fantasmi del passato, quando non aveva saputo difendere la madre dalle percosse paterne.

La rivelazione che Max Mosley, il defunto Presidente della Federazione Internazionale delle Automobili, avvolto in vita in un potpourri di escort, sadomasochismo e neonazismo, si sarebbe suicidato dopo aver appreso di avere un cancro terminale.

Un tizio che ha lasciato la città per andare a vivere in una casa sull’albero.

Insomma, non ci si può lamentare.

Trovi?

Stan

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