La censura cinematografica

Mia cara Berenice,

sabato sono andato al multisala di Piazza della Repubblica a vedere “The Last Duel” di Ridley Scott (USA-GB, 2021), che caldamente ti consiglio sia per il tema trattato, sia per l’esecuzione.

Nel sedermi, ho notato alla mia sinistra una famiglia, composta di due genitori e due fanciulli. Mi sono chiesto se fossero nella sala sbagliata o se, più plausibilmente, fossi nella sala sbagliata io, dato che, tra stupri e duelli all’ultimo sangue, non mi pareva un film per bambini. Infatti, a luci spente, ho notato a mancina parecchia agitazione. Finito il film – non c’è stato intervallo -, i genitori hanno annunciato che sarebbero scesi in biglietteria a lamentarsi.

Ciò mi ha richiamato alla mente la polemica relativa a un’altra uscita recente, “La scuola cattolica” (Italia, 2021), tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati. Anche questo film, ne sono certo, lo gradiresti, ma non so quanto sarà esportato. Per quanto riguarda il libro, sono stato uno dei pochi a non gradirlo, forse per averlo letto durante il confinamento.

Il film, oggettivamente crudo, è stato vietato ai minori di diciotto anni, inducendo l’attrice protagonista Benedetta Porcaroli ad affermare che si censurava, per l’ennesima volta, il femminicidio. La pellicola riguarda infatti un fatto di cronaca del 1975, quando due ragazze vennero rapite, violentate e seviziate; solo una delle due sopravvisse.

La vicenda è tanto più bizzarra, in quanto in aprile il Ministro della Cultura ha firmato, in pompa magna, un Decreto con cui si aboliva la censura cinematografica. Cosa è avvenuto, dunque, nei meandri della burocrazia?

La censura cinematografica era prevista da una Legge del 1962, abrogata per Decreto nel 2017.

Il Decreto, tuttavia, ha sostituito alla vecchia Commissione per la Revisione Cinematografica una Commissione per la Classificazione delle Opere Cinematografiche; quest’ultima non si è ancora insediata, per cui il nuovo sistema sarà operativo solo da inizio novembre.

Dunque, “La scuola cattolica” è stato semplicemente sfortunato, uscendo in sala extremo tempore prima dell’abolizione della censura?

Non proprio. Dal Decreto del 2017, infatti, si evince che la nuova Commissione conserva il potere di vietare i film ai minori degli anni quattordici e diciotto. Il divieto, tuttavia, non si applica ai minori accompagnati (dai genitori o da chi ne fa le veci) che abbiano compiuto, rispettivamente, dodici e sedici anni.

Insomma, un sistema più complicato, piuttosto che una vera abolizione della censura.

Gli Uffici Stampa dei Ministeri fanno il loro mestiere, ma anche i giornalisti dovrebbero fare il loro.

Un saluto.

Stan

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