Donne non volute

Mia cara Berenice,

la Ever Given è stata disincagliata a pedate dal Canale di Suez e, quasi contemporaneamente, il Governo italiano ha reso operativo il divieto di passaggio per le grandi navi nel bacino veneziano di San Marco.

Navi… ce le immaginiamo attese fra i sospiri dalle famiglie degli equipaggi, dagli amanti dei passeggeri, dagli armatori e dai commercianti in attesa delle loro merci… così Antonio, ne “Il mercante di Venezia”, scrutava l’Adriatico, sperando di intravedere la vela delle tre navi cariche di merci, necessarie per ripagare a Shylock il debito garantito con una libbra di carne. Nella “Madama Butterfly” di Puccini, la protagonista canta: “Un bel dì, vedremo / Levarsi un fil di fumo sull’estremo / Confin del mare”.

Eppure, quella delle navi è anche una storia di rifiuti, di ripudi, di reiezioni.

Confinate sulle isole e sui lazzaretti a scontare la quarantena, in tempi di peste; rimbalzate da un porto all’altro quando trasportano profughi, sempre.

La cultura, la letteratura, il cinema sono mari nelle cui nebbie cui incrociano numerose le navi fantasma, le navi maledette. L’Olandese Volante, le origini della cui leggenda sono oscure. La Pequod di “Moby Dick”. La Perla Nera della saga cinematografica dei “Pirati dei Caraibi”. La nave nazista di “Sky Sharks” (Germania, 2020), da cui si alzano in volo squali volanti geneticamente modificati, cavalcati da soldati zombie… d’accordo, magari quest’ultimo era un esempio un po’ di nicchia.

Era però verissima la nave da guerra nazista Graf Spee che, nel dicembre del 1939, danneggiata dai cannoni inglesi, riparò nel porto di Montevideo. L’Uruguay era neutrale, ma, appunto per questo, ordinò al comandante tedesco, il capitano Hans Langsdorff, di riprendere il mare entro 72 ore; altrimenti, la nave sarebbe stata sequestrata. Utilizzando falsi messaggi radio, gli inglesi convinsero Langsdorff che il porto era già stato bloccato dalla loro marina, in realtà ancora in viaggio. Berlino vietò di consentire il sequestro della nave, che l’Uruguay avrebbe quasi certamente messo a disposizione dell’Impero Britannico. Langsdorff prese accordi con la contigua Argentina affinché l’equipaggio venisse evacuato e la nave fatta saltare. Fece rapporto, scrisse alla famiglia, indossò l’alta uniforme, si sdraiò sulla bandiera della nave – che si era portato dietro nella sua camera d’albergo a Buenos Aires – e si sparò.

Un marziale saluto.

Stan

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