Hansel

Mia cara Berenice,

scusami se solo ora riesco a intrattenerti più diffusamente sul mio ritorno nella Città Eterna.

Il viaggio in se è andato, visti i presupposti, incredibilmente liscio.

Non ho potuto effettuare il check-in online, partire dal Belgio implicava la compilazione di un modulo di autocertificazione cartaceo.

L’aeroporto di Bruxelles piuttosto vivo, benché uno schermo all’ingresso dei gate annunciasse una capienza di appena il sei per cento. Al banco del check-in, la hostess mi ha fatto compilare un secondo modulo, diverso da quello che avevo scaricato dal sito, ritirato poi da una collega prima dell’imbarco.

Nessuno ha chiesto la déclaration sur l’honneur per l’espatrio belga. Nessuno ha verificato il referto del mio tampone prima dell’atterraggio a Fiumicino, dopo che avrei potuto contagiare l’intero volo.

Ritirati dal nastro trasportatore i miei due giganteschi trolley, mi sono trascinato fino alla stazione dell’aeroporto, salendo sul primo treno per Trastevere. Il biglietto mi è stato convalidato due volte, ai tornelli e dal capotreno.

Giunto alla stazione di Trastevere, ho constatato con orrore che nessuno degli ascensori funzionava e, con erculeo scatto di reni, ho sollevato entrambi i trolley per scendere le scale. Fermatomi sul pianerottolo per riposarmi, ho sollevato lo sguardo e mi sono trovato davanti una signora con il mio stesso problema. Mi sono avvicinato per darle una mano, ma mi ha investito con una serie di insulti sull’Italia e la nostra incuria infrastrutturale; dall’accento mi parve spagnola o sudamericana. Comunque, a quel punto ho tirato dritto.

Arrivato in tram a Monteverde, ho riavviato la casa come fosse un computer. Elettricità: OK. Acqua: OK. Router: OK. Gas: ERRORE. Con l’aiuto del vicino, ho risolto quasi subito: probabilmente una bolla d’aria nei tubi.

Tra ascensori e gas, non un grande inizio, dirai tu. In effetti, non si può negare che, pur non essendo Bruxelles la mitica Atlantide, i marciapiedi terremotati e i cassonetti straripanti di Roma non le appartengano.

Tuttavia, come dissi una volta a un amico arrivato nell’Urbe dall’Inghilterra, Roma si fa perdonare tutto. Sono bastati due passi per il quartiere, da casa al supermercato, per farmi sentire come Hansel e Gretel nella casa di marzapane.

Cibo, cibo ovunque. Ha perfino aperto una nuova hamburgheria. La sera mi sono ingozzato di pizza bianca, gorgonzola e mascarpone.

Ora la strega mi inforni pure.

Un biscottato saluto.

Stan

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