La borsa dell’eurocrate

Mia cara Berenice,

la borsa dell’eurocrate è della Carrefour, catena onnipresente qui in Belgio. Una borsa di stoffa, perché quelle di plastica praticamente non si usano. D’altronde, in Belgio tendenzialmente si fa la spesa piccola, senza carrello, col panierino sottobraccio. Al Carrefour si trovano piatti pronti, il concetto di supermercato sfuma in quello di rosticceria e questo, forse, spiega i prezzi salati.

La borsa della Carrefour ha quattro maniglie invece delle due usuali, e sembra abbia le branchie.

Nella borsa dell’eurocrate ci sono una bottiglia di San Pellegrino, che qui costa più della birra, una bottiglia di succo d’arancia da riporre nel frigo comune dell’ufficio, un pacchetto di biscotti e uno di salatini da infilare nell’armadio. I salatini sostituiscono i cracker che tenevo sempre sul mobiletto accanto alla scrivania, al Ministero.

Nella borsa dell’eurocrate c’è un libro usato, “La storia” di Elsa Morante, edizione Einaudi del 1973, acquistato alla solita bancarella del mercato rionale di San Giovanni di Dio. A mo’ di segnalibro, una striscia di carta. Per quanto ci si sforzi, ci si dimentica sempre di mettere qualcosa in valigia, figuriamoci quando un distratto cronico come me deve stipare in due trolley le masserizie necessarie per cinque mesi di inverno.

La borsa dell’eurocrate non è la borsa ufficiale, né quella che gli ha recapitato l’ufficio come dono di benvenuto, contenente i soliti gadget, né quella consegnatagli dalla Direzione Generale Informatica come custodia del computer portatile d’ufficio.

Quest’ultima contiene il portatile, la spina per collegarlo alla presa, il mouse e qualche altro accessorio. Il cavetto per collegare il computer alla LAN lo si trova sulla scrivania. Da qualche parte, dovrebbe esserci anche un lucchetto per assicurare il portatile alla prelodata scrivania, ma non l’ho mai usato. Sembra improbabile che qualcuno possa rubare qualcosa in quegli uffici, ma, come insegna Geremia de’ Geremei, mai confondere l’improbabile con l’impossibile. Del resto al Ministero non hanno forse sottratto, in pieno confinamento, qualche misera chiave per la macchinetta del caffè?

Apri la borsa sul tavolo, dentro la borsa troverai la mia testa che ti saluta.

Stan

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