Lo scherzo della Magliana

Mia cara Berenice,

come ti anticipavo, venerdì pomeriggio ho cominciato a fare volontariato alla Magliana.

Uno dei colleghi era un ragazzo più giovane di me, con una barba ispida e curata allo stesso tempo, tatuaggi sulla braccia così muscolose da scoppiare, grande benevolenza negli occhi: un giocatore di rugby fatto e finito, insomma. Pratica appunto qualche tipo di lotta.

Giunti a metà circa dei nostri compiti, fummo invitati dalla capoprogetto a fare pausa e molti ne approfittarono per bere. Come puoi immaginare, faceva piuttosto caldo, anche se quest’anno continuo a non soffrirlo troppo.

Dopo essermi sgranchito qualche istante le gambe, mi voltai e lo vidi alle prese con una bottiglia di Coca Cola, carezzata dalla brina. La sete, a quel punto, venne anche a me, come se avessi visto qualche réclame americana; mi procurai un bicchiere di plastica e mi avvicinai.

“Te ne verso un po’?” Chiese lui.

“Grazie,” assentii.

Me ne versò un dito.

Alla mia perplessità e al mio scontento, sorrise: “Un altro po’?”

“Grazie”.

Un altro dito.

Ripeté la scenetta un altro paio di volte, salvo riempire, all’ultima replica, il bicchiere fino all’orlo. Naturalmente, alla prima mossa qualche goccia cadde per terra e fu lui a precipitarsi a pulire.

Sia benedetto.

Spero di rivederlo venerdì prossimo.

Un saluto.

Stan

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