I servizi segreti italiani

Mia cara Berenice,

nella mia ultima ho avuto occasione di accennare all’AISE, il servizio segreto estero italiano, e al suo gemello AISI. Questi due Dioscuri fanno parte del vasto pantheon del “Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica”, un Olimpo su cui sono assisi anche Presidente del Consiglio dei Ministri (PCM), Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR), Autorità Delegata (AD) e Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS).

Un bel caos, eh? Se Eris, planando su questo affollato consesso, facesse rotolare al centro del tavolo la mela con la scritta “Mi prenda la bella”, sarebbe un vero bagno di sangue.

Del resto, la storia dei servizi segreti italiani è complicata, come era probabilmente inevitabile per un Paese in equilibrio instabile sulla faglia della Guerra Fredda.

Lo storico SIM – Servizio Informazioni Militare fu travolto dalla Seconda Guerra Mondiale, anche se è presumibile abbia continuato a operare in qualche forma fino al 1949, data in cui una semplice circolare del Ministro della Difesa diede alla luce il SIFAR – Servizio Informazioni Forze Armate.

Travolto dagli scandali, nel 1966 fu sostituito dal SID – Servizio Informazioni Difesa.

Le trame al cui centro si trovò, inevitabilmente, in SID, portarono alla riforma organica del 1977 con cui venne adottato il modello inglese di due servizi gemelli, uno interno (SISDE – Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica) e uno esterno (SISMI – Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare). Nascevano contestualmente i primi organi di coordinamento, del tipo di quelli su cui ho ironizzato poco sopra, come il CESIS – Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e Sicurezza e il COPACO – Comitato Parlamentare di Controllo sui Servizi Segreti.

Nel 2007, nuova riforma con l’adozione del sistema attuale, simile al precedente ma che accentua, almeno sulla carta, la smilitarizzazione dei servizi segreti. Dico “sulla carta”, perché presumo che i militari giochino ancora un ruolo preminente in quest’arena. Va peraltro detto che l’attuale Direttore dell’AISE è un generale della Guardia di Finanza: comunque un militare, ma non appartenente ai ruoli dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica o dell’Arma dei Carabinieri. Inoltre, Direttore dell’AISI è un Prefetto, quindi un alto funzionario civile del Ministero degli Interni.

Un saluto dietro a un Martini.

Stan

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