I have a dream

Mia cara Berenice,

“filibustering” è un suggestivo termine inglese per indicare l’ostruzionismo parlamentare, così come il “gerrymandering” è la pratica di ridisegnare i confini dei collegi elettorali, al fine di favorire un partito o un candidato.

Quanto è avvenuto oggi alla Camera dei Deputati tecnicamente non era filibustering, ma certamente richiama la filibusta.

Al fine di consentire la ripresa dei lavori parlamentari, i vari partiti avevano concordato, in sede di conferenza dei capigruppo, di inviare in aula solo un’aliquota dei rispettivi rappresentanti. A tale patto fra gentiluomini (di nuovo un’espressione anglosassone – gentlemen’s agreement) non aveva peraltro aderito un certo partito di destra che, oggi, si è presentato al completo nel tentativo di far approvare un ordine del giorno contro il Meccanismo Europeo di Stabilità.

Di riflesso, la maggioranza è stata costretta a rimpolpare le sue schiere. Il risultato finale è stato un emiciclo fin troppo pieno, con buona pace di chi si lamentava di un mero scheletro di parlamento.

V’è di più. Il deputato di un altro partito di analogo orientamento si è presentato in aula febbricitante, in violazione delle disposizioni interne adottate dalla Camera, causando un vero parapiglia con l’intervento di commessi e questori, ed esponendosi a sanzioni disciplinari.

Immagino sarai trasecolata: perché non riunire la Camera con modalità telematiche? Come molte cose in Italia, non è così semplice. I regolamenti parlamentari non lo prevedono e modificarli non è affatto facile. Si starebbe perciò provvedendo ad allestire ulteriori postazioni per deputati e senatori nelle tribune ordinariamente riservate alla stampa e al pubblico.

A questo punto, attingo di nuovo alla lingua di Shakespeare e alla cultura politica anglosassone: I have a dream. Nel mio sogno, il Presidente del Senato della Repubblica è assiso sul suo seggio, affiancato da due commessi in livrea e guanti bianchi; uno dei due tiene in mano un vassoio d’argento su cui sono posati un panno e un bicchiere d’acqua.

Gli occhi del Presidente sono chini su un monitor che gli dà la soggettiva della telecamera di un drone, intento a inseguire un podista (runner) nel parco della Caffarella. Sul podista convergono due quadricicli fuoristrada (quad) della Polizia di Stato, tagliandogli la strada. L’uomo è costretto è fermarsi. Il più alto in grado dei due agenti si solleva la visiera del casco ed estrae una cartellina, predisponendosi a stilare il verbale.

Un onirico saluto.

Stan

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